L’11 settembre, nella Sala Tevere della Regione Lazio, è stata presentata la quarta edizione del Voucher Digitalizzazione, lo strumento a fondo perduto che la Regione Lazio destina alle micro, piccole e medie imprese per sostenere i processi di trasformazione digitale. Lo sportello per la presentazione delle domande, tramite la piattaforma GeCoWEB Plus, apre il 29 settembre 2026. Ad aprire i lavori e presentare i relatori è stato Francesco Marcolini, presidente di Lazio Innova, il soggetto gestore della misura.

La dotazione e i numeri di un bando ormai consolidato

La misura, finanziata nell’ambito del Programma FESR Lazio 2021-2027, mette sul piatto 15 milioni di euro. Non è una novità assoluta: nelle tre edizioni precedenti (2023-2025) il Voucher ha già finanziato quasi 400 imprese per oltre 33 milioni di euro complessivi, con l’86% dei beneficiari rappresentato da micro e piccole imprese — un dato che la vicepresidente Roberta Angelilli, assessora allo Sviluppo economico, Commercio, Artigianato, Industria e Internazionalizzazione, ha citato come prova della capacità della misura di raggiungere il tessuto produttivo più diffuso della regione. “La digitalizzazione è ormai una condizione indispensabile per crescere, creare valore e affrontare le sfide del mercato”, ha dichiarato Angelilli in apertura.

Il percorso verso la semplificazione: i costi standard negoziati con Bruxelles

A intervenire subito dopo Angelilli è stata Tiziana Petucci, Direttore dello Sviluppo Economico e Autorità di Gestione del PR FESR Lazio 2021-2027, che ha ricostruito il percorso alle spalle dell’obiettivo di semplificazione, comune al Voucher Digitalizzazione e al Voucher Internazionalizzazione, ormai conseguito. Il meccanismo a costi standard su cui si basa oggi il bando è stato messo a punto attraverso un’analisi di mercato affidata a una società di consulenza specializzata, che ha definito i costi standard dei principali interventi per ciascuno dei servizi digitali oggetto del voucher. Un lavoro validato dalla Commissione Europea, passaggio necessario trattandosi di fondi comunitari, attraverso l’approvazione delle cosiddette Opzioni di Costo Semplificate già a fine agosto 2023, per la prima pubblicazione del bando. L’Autorità di Gestione del PR FESR Lazio ha il merito di aver concepito un impianto innovativo, considerato “apripista” e poi ripreso da altri programmi regionali e nazionali, come richiamato nel corso dell’intervento di Petucci.

Chi può partecipare e quanto vale il contributo

Il contributo, a fondo perduto, è modulato sulla dimensione d’impresa:

  • Micro imprese: fino a 50.000 euro
  • Piccole imprese: fino a 100.000 euro
  • Medie imprese: fino a 150.000 euro

Il contributo minimo riconoscibile è di 14.000 euro. Come da prassi ormai consolidata per questo strumento, non sono previsti anticipi: il pagamento avviene a saldo, a fronte del raggiungimento del risultato.

Cinque ambiti, un meccanismo a costi standard

I progetti finanziabili riguardano cinque aree: Diagnosi Digitale (obbligatoria per piccole e medie imprese, non accessibile alle micro), Digital Workplace, Digital Commerce & Engagement (e-commerce e marketing digitale), Cloud e Cybersecurity. Le microimprese non possono accedere a Diagnosi Digitale e Cybersecurity, e per le altre tipologie di impresa un progetto composto dalla sola diagnosi non è ammissibile.

Gli importi sono predeterminati per tipologia di intervento e taglia d’impresa (dalla Diagnosi Digitale, tra 8.162,40 e 21.427,20 euro, alla Cybersecurity, tra 14.656,80 e 44.917,20 euro), sulla base di un tasso forfettario che assorbe anche i costi diretti del personale. Questo significa che in fase di rendicontazione non vengono richieste fatture o contratti: conta solo la verifica del risultato raggiunto, attraverso una diagnosi ex ante e una verifica ex post (nuova diagnosi per le imprese di maggiori dimensioni, attestazione del fornitore per le micro) da completare entro sei mesi dall’approvazione.

Le voci del settore: Unindustria e lo studio “Il Digitale nel Lazio”

A seguire è intervenuta Vittoria Carli, vicepresidente di Unindustria con delega alla Transizione Digitale (e presidente di CSIT, Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici), che ha definito il bando “uno strumento concreto e molto utile per accompagnare le aziende nel loro percorso di trasformazione e crescita”, sottolineando che recepisce indicazioni provenienti direttamente dalle imprese. Carli ha richiamato i dati dello studio Unindustria “Il Digitale nel Lazio”, secondo cui la regione si confermerebbe il secondo polo italiano per tecnologie digitali e per numero di startup innovative, con circa 16.000 imprese ICT e oltre 100.000 addetti del settore. Tre gli elementi più apprezzati dal tessuto imprenditoriale, secondo quanto riportato: la rendicontazione semplificata, la stabilità dello strumento — ormai alla sua quarta edizione consecutiva — e l’eleggibilità delle spese per l’intelligenza artificiale.

La sessione tecnica: le novità procedurali con Giuseppina Maiorano

A chiudere gli interventi, introdotta come sessione tecnica, è stata Giuseppina Maiorano, Responsabile dell’Ufficio Orientamento di Lazio Innova, che ha illustrato le principali novità procedurali del bando e risposto alle domande del pubblico in una sessione di Q&A. Rispetto alle edizioni precedenti, il meccanismo di selezione cambia pelle: si abbandona la logica delle finestre a blocchi con graduatoria provvisoria su autocertificazione e successiva verifica, a favore di un’istruttoria a modalità continuativa. Non ci sono plafond o allocazioni preferenziali per dimensione d’impresa: a fare la differenza è il punteggio del progetto, in una logica dichiaratamente orientata a premiare qualità e articolazione della proposta piuttosto che la rapidità di presentazione (il classico “click day” viene esplicitamente escluso). Resta fermo il vincolo del rispetto del limite de minimis e l’obbligo di chiudere i progetti già finanziati prima di presentare una nuova istanza su assi diversi rispetto all’anno precedente — coerente con quanto riportato nella documentazione ufficiale, che esclude esplicitamente interventi già oggetto di contributi su precedenti Avvisi Voucher. Confermata anche l’ammissibilità delle spese legate a progetti che prevedono componenti di intelligenza artificiale.

Uno sguardo alla prossima programmazione

Angelilli ha colto l’occasione per anticipare alcuni temi legati alla prossima programmazione dei fondi europei 2028-2034, tuttora in fase di definizione, nell’ambito di una missione a Bruxelles: tra le direttrici allo studio, l’apertura di contributi anche alle grandi imprese in una logica di filiera e un possibile allentamento dei vincoli sugli aiuti di Stato nei settori strategici, un tema che si inserisce nel più ampio dibattito europeo sulla revisione delle regole di concorrenza per rafforzare la competitività industriale.

Da segnare in agenda

In chiusura di evento, dopo i saluti, lo stesso Marcolini ha anticipato un ulteriore avviso, atteso a breve, per la selezione di 30 aziende hi-tech da presentare a fondi di investimento, advisor e merchant banker: un appuntamento di presentazione è già fissato per venerdì 18 (settembre 2026) alle ore 11:30.


Per le imprese laziali interessate, la finestra tra oggi e l’apertura dello sportello del 29 settembre è il momento giusto per un’analisi preliminare dei propri fabbisogni digitali e per verificare, con l’aiuto di un consulente, la fascia di contributo e gli ambiti di intervento più coerenti con il proprio piano di investimento.